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CRONACA CONSIGLIO COMUNALE 2 LUGLIO

villacova01Visto l’ordine del giorno concentrato in soli 4 punti, ci si attendeva un consiglio comunale dalla breve durata. Ma così non è stato. Il motivo? Un dibattito sul secondo punto, quello concernente le determinazioni per il terremoto che ha colpito l’Abruzzo.

La delibera in oggetto, infatti, prevede lo stanziamento di una somma in accordo con gli altri comuni della provincia che aderiranno all’iniziativa. La provincia di Varese stanzierà autonomamente 1 milione di euro per la ricostruzione di un edificio scolastico e di beni culturali in due comuni in provincia dell’Aquila colpiti dal sisma del 6 aprile scorso. I comuni, invece, aggiungeranno una somma a questa cifra per il completamento delle opere necessaria alla ricostruzione.

Il punto cruciale è un’altro: ovvero la somma destinata dal nostro comune (come per gli altri, del resto) è vincolata dal rispetto del patto di stabilità interno (del quale abbiamo più volte parlato). E’ su questo che spunta un emendamento della minoranza, che, testualmente, chiede “la deroga al patto di stabilità” per questa operazione di solidarietà, cosa che, ad oggi, non è prevista dalla legge, chiedendo che il sindaco si faccia promotere di questa istanza. Dopo un lungo dibattito (che ha superato i 30 minuti), la maggioranza non può trovarsi d’accordo con la minoranza, perchè la revoca significa la violazione del patto stesso; inoltre il sindaco precisa che non è opportuno aggianciare un discorso di leggi finanziarie ad una delibera che riguarda un così grave fatto che ha colpito nel profondo tutti noi.

Al momento del voto, l’emendamento viene respinto, mentre la delibera è approvata all’unanimità. Poi si è passati alla discussione sul piano di lottizzazione residenziale di via Colombo: questo prevede la costruzione di 9 villette bifamiliari, alla quale, come previsto dalla convenzione, la controparte si impagna all’asfaltatura della via Colombo stessa. Una problematica sorge dal fatto che la convenzione prevede un tempo di realizzazione dell’opera lungo, cioè 3 anni: il motivo? uno solo dei residenti nella via non è d’accordo a cedere al comune una parte del suo terreno per poter realizzare la strada nelle norme del codice della strada (larghezza di sei metri). L’unica strumento nelle nostre mani è l’avviamento della procedura di esproprio, nella speranza che si possa nel frattempo trovare un accordo per evitare lungaggini su un’opera che è assolutamente necessaria, che molte amministrazioni precedenti hanno inserito nei piani delle opere (senza però mai realizzarla), ma che questa maggioranza ha finalmente messo nero su bianco.

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